La gestione della Rabbia.


Non sono mai arrabbiato per il motivo che credo io.”


..recita così più o meno lo svolgimento di uno dei piu' interessanti (e illuminanti) esercizi del corso in miracoli , uno dei libri cult della new age , e devo dire per me fonte inesauribile di risposte (e ulteriori domande) .Questa lezione la ho spesso provata ad applicare nei momenti in cui una rabbia furibonda si impossessava di me per cose che all'atto pratico non avevano tutta questa rilevanza. Tralasciando i (tanti) momenti in cui non riuscivo a contenere la rabbia , ci sono state occasioni in cui invece proprio quest'ultima se presa in tempo e fatta oggetto di riflessione , mi ha dato risposte importanti e in qualche modo inaspettate.La rabbia infatti è uno strumento attraverso il quale l'anima ci dà dei messaggi. La difficoltà della gestione della propria rabbia sta principalmente nella convinzione che sia qualcosa là fuori che ti fa arrabbiare , mentre ho visto che c'è un momento in cui letteralmente tu inviti la tua rabbia ad entrare dentro di te e a fare quello che vuole. Prima di quel momento le cose possono essere controllate e gestite in diversi modi , di cui forse la riflessione e la ferma risoluzione a non tradurre la propria rabbia in un atto , sono i migliori e più funzionali. Quando riesci a non farti sopraffare dalla rabbia comincia lo spettacolo. Quando ho inziato a chiedermi seriamente perchè ero cosi' arrabbiato per cose che non avrebbero dovuto darmi più noia di tanto , ho scoperto i veri motivi , nascosti sotto l'orgoglio , gli anni , e le cose che mi raccontavo con la testa. Ho scoperto che ero arrabbiato per paura, e perchè il più delle volte mi sentivo vittima di una ingiustizia che tale non era perchè io avevo creato quella situazione esplicitamente. Siamo arrabbiati perchè pensiamo fondamentalmente di non avere potere su certe circostanze , o di poterle risolvere solo dalla prospettiva dei 5 sensi ...tutta la rabbia del mondo gira attorno alla mancanza di potere di un essere umano o di un gruppo. Dal mio punto di vista però non è assolutamente vero che non abbiamo potere.

La rabbia la consideriamo come qualcosa di inevitabile quasi come una funzione del nostro corpo , ma ho scoperto che questa non è che una scusa .In realtà quel momento ben preciso ,per quanto sottile e a tratti irriconoscibile, in cui noi decidiamo di farla entrare e di farla agire attraverso di noi , e' un momento in cui stiamo dicendo sì a un qualcosa che non è “noi” , ma lo diviene perchè glie ne diamo il permesso. La rabbia agisce in noi e solo e unicamente se ammettiamo che possa farlo ,se glie ne diamo atto , e soprattutto se siamo certi che sia una cosa inevitabile. La rabbia ci dà in qualche modo un senso di superiorità, di esistenza , di appartenenza , è per questo che è difficile staccarsene .Come anche è difficile staccarsene perchè la nostra rabbia può nascondere dolore, impotenza ,offesa , e tante altre emozioni represse e non riconosciute. Mi rendo conto che e' difficile ascoltare la rabbia con calma, le due cose sono in antitesi , eppure ho potuto constatare come l'attenzione e l'ascolto di questa rabbia portino inevitabilmente al riconoscere il proprio potere e alla risoluzione positiva della stessa in favore dell'amore e della pace. Questo vuol dire che non ci arrabbieremo più? Non proprio..infatti credo poco a chi non si arrabbia , a chi è sempre troppo calmo . Credo che abbiamo un corpo astrale (quello che ci permette di provare sensazioni e emozioni) per un motivo , questo però non significa dare sfogo a ogni istinto senza riflessione. Io credo che si può imparare a esprimere e provare le emozioni senza lasciarsene dominare , e nel caso della rabbia questo è ancora più reale.Se invito la rabbia ad entrare allora mi predispongo anche ad ascoltare , e non le do libero sfogo , perchè il messaggio è che ho paura di non avere potere su qualcosa , e se non colgo il vero motivo per cui mi sono arrabbiato non uscirò mai da una sequenza automatica di azione e reazione. C'è un'ultima cosa da dire. Tutto questo discorso vale soltanto se la persona che si trova a confrontarsi con la sua rabbia abbia un qualche interesse nella crescita e nell' evoluzione. Oppure desidera porre fine a una serie di situazioni dolorose provocate proprio dalla sua stessa tendenza alla rabbia . Se non ci sono queste premesse l'osservazione e la ferma risoluzione non porteranno nessun beneficio a chi le pratica.


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