I poteri e la Coltivazione Interiore.
Praticando discipline meditative o arti di guarigione energetica , non è infrequente che si giunga all'acquisizione di poteri.Per poteri intendo sia una percezione di altri piani , sia la possibilità di operare energeticamente sui piani invisibili fino a provocare una modificazione nei mondi visibili , sia la possibilità di leggere il futuro e altri ancora. Non è nemmeno infrequente però che molte persone pratichino con la segreta e unica speranza di acquisire proprio uno di questi poteri psichici (i siddhi dello yoga) e ne fanno il centro dei loro sforzi.L'acquisizione di una capacità extrasensoriale o di guarigione infatti è per queste persone il premio ai loro sforzi, e il salto di qualità che dà loro la prova dell'esistenza di altri mondi fino a quel momento solo vagamente intuiti.Fin qui tutto a posto.Ma c'è un però.Praticare discipline psichiche mirate all'avere un potere , senza parallelamente dedicarsi a un definito processo di crescita spirituale , porta inevitabilmente le persone a ingigantire l'ego.Questo è reale nel caso di pranoterapeuti che si sono scoperti tali da un momento all'altro , o di chiaroveggenti che dà un giorno all'altro si sono messi a praticare letture o a fare guarigioni , così come lo è per chi termina un corso di pranic healing e sente di aver acquisito una capacità insospettata.Io credo di aver capito alcune cose riguardo a questo argomento che vorrei condividere.Innanzitutto un potere psichico che ci si rivela non è solo il risultato di uno sforzo e di una crescita energetica , ma anche un dono dei grandi esseri che ci assistono nel nostro cammino, e dovremmo stare ben attenti a come lo usiamo.I poteri si possono 'apprendere' oramai praticamente dovunque , ci cono corsi , scuole e libri, molti dei quali però non riconoscono e non insegnano il principio del servizio.I poteri andrebbero sempre messi al servizio del bene degli altri (oltre che di se stessi) , e non per dar sfoggio di sè , creare sette e proseliti (come molti stanno facendo oggi) , e accaparrarsi il titolo di guru o maestro.Servire l'umanità è un concetto che può essere assimilato appunto solo all'interno di un cammino spirituale ben definito , il quale dovrebbe anche insegnarci a stare in guardia contro i pericoli dell'ego che riesce a camuffare se stesso così bene da farci a volte credere di essere dei benefattori quando invece stiamo compiacendo noi stessi.Avere un qualunque tipo di percezione che altri non posseggono ci metterà infatti subito in posizione di superiorità , anche se solo per i minuti di un colloquio , una seduta ,o una serata tra amici, ci farà sembrare esseri speciali agli occhi degli altri e potrà sembrare che per un pò dia un senso alle nostre vite.Voglio sottolineare che questo è capitato e capita anche a me , che non sono stato immune da vampate di ego quando un trattamento o una lettura psichica venivano particolarmente bene.Allora mi ricordavo sempre degli insegamenti dei maestri.Loro mi hanno insegnato attraverso lo zen , lo yoga , e altri percorsi , che non è il siddhi , la capacità acquisita, il potere psichico , il fine di tutto questo ma l'aiuto agli altri , la benevolenza, la quantità di guarigione e di amore incondizionato che riusciamo a far fluire (perchè non siamo mai noi a guarire ricordiamocelo bene) nel mondo tra i nostri cari , tra la gente vicino a noi.Usare un potere per attirare attenzione su di sè o per darsi importanza senza che questo sia utile alle vite altrui è poco più che un gioco di prestigio.Molte persone vedono , sentono, o hanno sogni premonitori , ne ho conosciute alcune che mi chiedevano cosa farne di questi poteri..è strano ma molte di loro sono rimaste piuttosto deluse quando ho risposto di chiedere all'universo che questi poteri fossero messi al servizio degli altri.Forse avrebbero voluto sentirsi dire qualcosa di piu' importante o incisivo , qualcosa che potesse appunto gratificarli maggiormente , ma sono convinto che l'unico modo che esiste al mondo per impiegare in maniera sensata queste capacità sia proprio l'aiuto agli altri.Quando aiutiamo gli altri veniamo aiutati a nostra volta.Quando ci mettiamo al servizio veniamo in qualche modo protetti da pericoli di degenerazione egoica e condotti su un sentiero più sano di crescita personale , essendo umili non attiriamo energie sporche di dominio , sopraffazione , e non abbiamo spinte a risaltare sugli altri , inoltre non ci lanciamo in crociate di evangelizzazione.La coltivazione interiore quindi , è secondo me la condizione necessaria e sufficiente affinchè ogni cosa che facciamo sia sempre sana e priva di motivi egoistici che rovinano e abbassano la nostra energia.Prima di fare un trattamento da diversi mesi ho aggiunto alla invocazine rituale una frase che mi sembra dovuta , e cioè “io mi rimetto comunque e sempre alla volontà di Dio della cui energia sono soltanto un canale..” , di modo che non mi dimentichi mai che ogni cosa che vedo , sento , o curo non è farina del mio sacco e soprattutto niente di cui io debba vantarmi.
Namastè.