Crescita e Cambiamento.
(di Andrea Panatta)
Mi sono reso conto del fatto che non e' facile parlare di cambiamento e di crescita in una prospettiva non tridimensionale , in termini di anima.Mi sono reso conto che non posso arrogarmi il diritto di sapere cosa è meglio per qualcuno in quel momento della sua esistenza, nonostante tante volte mi arrivino immagini e informazioni di ogni tipo sul reale motivo per il quale qualcuno soffre.Quando tratto con qualcuno dei suoi problemi , anche se 'vedo' qualcosa che lo/la riguarda potrebbe non essere il caso di rivelarglielo perchè potrei aver visto qualcosa di impreciso , persino sbagliato o perchè potrebbe non essere il momento .Ho visto che il giudizio porta sempre a una condotta 'direttiva' in cui io che sono il terapeuta ti dico quello che è meglio per te , e lo faccio tante volte senza rendermene conto anche io nel tentativo di 'aiutare' o di 'aggiustare'.Ma l'anima delle persone non và ne aiutata ne aggiustata , al massimo và incoraggiata.Amo molto le lezioni di Counseling non direttivo , perchè qui si insiste molto sul fatto che l'operatore e il cliente ( non ci sono qui terapeuti o pazienti) non sono in una relazione di disparità.L'operatore è in un rapporto di aiuto per l'altro.Io ti aiuto semplicemente standoti ad ascoltare e permettendo alla tua stessa intuizione e forza vitale di portarti fuori dal conflitto , a modo tuo , senza starti a dire quello che devi fare.L'ascolto attivo insegnato da alcune scuole di counseling io lo vedo direttamente proporzionale se non coincidente con l'amore assoluto , che è il vero principio di una cura. L'amore che ascolta , il non giudizio , il non forzare , l'accogliere l'altro qualunque cosa esso sia o pensi di essere dovrebbe essere il primo e più importante principio su cui basare una qualunque attività terapeutica.Ma questo non può effettuarsi senza essere noi stessi persone che sanno amarsi , perdonarsi , non giudicarsi.Quello che è fuori segue sempre quello che è dentro.Nella crescita e nel cambiamento , quando qualcuno si trova nel bel mezzo di una crisi o di un problema , forse la cosa migliore che si può fare , quando non ci sia direttamente richiesto un consiglio , è mandare luce, amore, comprensione.Il processo di pregare per 10 -15 minuti al giorno inviando queste energie alla persona considerata dovrebbe essere più che sufficiente a risolvere il problema della persona in questione nei tempi e nei modi dai quali lei stessa trarrà il maggiore beneficio.Si può crescere e cambiare solo ed esclusivamente quando l'anima è pronta e quando la mente è d'accordo.Ci deve essere un accordo di mente , anima e corpo.Per questo tante persone potrebbero solo razionalmente voler porre fine a una relazione distruttiva ma non potervi riuscire perchè su altri piani non c'e' accordo in merito decisione.Potrebbero essere legate al bisogno di soffrire per sentirsi vive , o importanti , o chissà cos'altro. Qualcun'altro (come me in passato) potrebbe volere solo razionalmente porre fine a una dipendenza ma non riuscirci perchè proprio quella dipendenza è un modo per non affrontare qualcosa di molto più profondo.Devo confessare che a volte ho avuto l'arroganza di dire a qualcuno il motivo profondo per cui non stava effettuando un cambiamento che diceva di volere sopra ogni cosa.Ho avuto l'arroganza di pensare che in qualche modo se erano capitati da me allora forse erano pronti per il grande salto per il cambiamento , e anche a volte è stato così in altre situazioni è stato deleterio procedere così.A volte non siamo pronti per il cambiamento anche se diciamo di esserlo.Non siamo pronti per il cambiamento fin quando quel cambiamento a cui tendiamo non diventa la cosa più importante della nostra vita , l'oggetto delle nostre preghiere , il chiodo fisso al quale non possiamo non pensare.Inoltre quando anima , corpo , mente , e spirito sono pronti per il cambiamento tutte le situazioni della nostra vita in qualche modo si predisporranno magicamente per metterci in condizioni di cambiare.E c'è dell'altro.A volte non cambiamo perchè non siamo arrivati a fondo dell'esperienza che desideriamo cambiare non ne abbiamo raggiunto il profondo , intimo significato , e sentiamo di volerne ancora.In qualche modo il messaggio che ci arriva da una certa situazione di vita deve essere metabolizzato , capito , assimilato , per poter passare ad altro.Sò che è difficile capire come mai si possa desiderare di continuare a restare in situazioni di dipendenza , dolore, odio , povertà e così via , ma queste condizioni oltre a non essere ancora state comprese da chi vi permane, potrebbero comunque presentare i loro vantaggi , o rispondere a una programmazione che abbiamo ricevuta che ci fa sentire in qualche modo che muoviamo i nostri passi su un terreno familiare.E in ognuno di questi casi piuttosto che essere direttivi , dar consigli , e aspettarci che la persona davanti a noi abbia in qualche modo bisogno di una 'correzione' , dovremmo pensare di essere d'aiuto , ascoltando , accettando incondizionatamente , mandando luce e amore, e dovremmo consentire alla luce che è nella persona che ha chiesto il nostro aiuto di venir fuori.
Quanto all'auto-cambiamento , a chi vuol fare da solo ci sono varie trappole nel percorso.La più comune forse è quella di credere di aver affrontato un problema e di averlo risolto , per poi ritrovarci magari anni dopo con il ripresentarsi dello stesso.In questo c'è poco da fare per poter evitare la condizione del ripresentarsi del vecchio problema , se non , essere fedeli a se stessi e allenarsi nell'ascolto delle proprie sensazioni , del cuore , dell'intuizione.Ho notato che il novanta per cento delle volte in cui un vecchio problema si ripropone è perchè abbiamo fatto poco caso a determinati segnali che la situazione ci dava, abbiamo soprasseduto a cose che fondamentalmente non ci piacevano ma che non abbiamo preso troppo sul serio.Il più delle volte siamo scesi a compromessi , e non abbiamo ascoltato , rispettato quello che il cuore ci diceva di volere.Il più delle volte non siamo stati fedeli a noi stessi , e questo per paura di perdere qualcosa di cui non eravamo convinti.Io credo che la paura sia il motivo principale per il non crescere e per il ripresentarsi di vecchi problemi .La paura di restare da soli per esempio può stare alla base dell'accontentarsi di relazioni scadenti o eccessivamente conflittuali , perchè è meglio questo piuttosto che cercare quello che va bene per noi (che in fondo pensiamo potrebbe non arrivare mai o peggio pensiamo di non meritarcelo).Nei casi in cui si lavora da soli , è bene porre il cento per cento dell'attenzione sul proprio cuore , e su quello che ci dice , in quei casi in cui mettiamo da parte i nostri bisogni ignorando i segnali che la vita ci invia.
Inutile inoltre forzarsi a scegliere un cammino che non sentiamo appartenerci ma che riteniamo razionalmente giusto.Se sento di avere problemi a gestire il mio attaccamento al denaro per esempio , è inutile reprimerlo magari seguendo una scuola spirituale che persegue il distacco dalla materialità come meta ultima dell'evoluzione.Se qualcuno mi dice che essere attaccati al denaro , avidi o spendaccioni è sbagliato , e io pur non sentendo questo mi 'forzo' a non esserlo vado incontro all'ingigantimento di questo 'problema' .Posto che in una prospettiva cosmica niente è realmente sbagliato , e che il buon senso secondo me è soggettivo , se tu senti che sei troppo attaccato al denaro e che questo sta diventando un problema , c'è tutto da fare meno che obbligarsi ad essere diversi.L'accettazione di un problema è notoriamente il primo passo per una guarigione.Io accetto che sono così.Fatto questo la mossa più saggia è forse quella di cercare le cause profonde del mio 'problema' , al che può servire un corso , un libro , la preghiera , la meditazione o qualunque altro strumento dei moltissimi che abbiamo e rimuovere quelle . Per fare questo e' sempre meglio evitare di agire con la forza di volontà pura e semplice (che a volte sortisce il suo drammatico effetto) e agire secondo i criteri della programmazione mentale e del lavoro sul corpo emozionale.E a questo punto cito un esempio personale.
Per smettere di fumare ho provato molto spesso con la forza di volontà , cercando di non comprare le sigarette , di uscire di casa senza , di fumare solo a 'scrocco' così credevo avrei fumato di meno.Mentalmente sapevo che fumare era una cosa inutile per me , anche se credo molto poco alle storie sul fumo che provoca il cancro e rovina la salute , comunque, mentalmente mi rendevo conto che se c'era una cosa che il fumo sicuramente mi faceva era sporcare la mia aura e abbassarmi drasticamente il livello energetico.Poi un giorno lessi che il fumo tra le varie funzioni ha quella di reprimere la rabbia .Questa informazione mi tornò in mente quando mi accorsi che fumavo sempre quando c'era tensione nell'aria o litigavo con qualcuno , perciò mi resi conto che il problema si sarebbe risolto nel momento in cui avessi risolto quella particolare forma di rabbia che trovava nelle sigarette un sedativo formidabile.Inoltre alle sigarette collegavo bei momenti della mia vita passata e anche con questi dovevo fare i conti.In questo caso procedetti con affermazioni per rimuovere le cause della voglia di fumare, richieste al cosmo , e una 'lettera al maestro' scritta d'estate , dopo la quale ricordo (dopo pochi giorni) che smisi completamente di fumare senza avere più alcun desiderio di sigarette .
Namastè.